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Arte
Data evento: 04/10/2026

Mostra "Carri trionfali per la Santuzza"

Mostra

Presentazione donazione MUSAR ABAPA
Al viaggiatore che arriva dal mare si forma in lontananza Monte Pellegrino. Mi piace immaginare la sua sagoma come un gigantesco carro trionfale, sulla cui sommità si trova la statua di Santa Rosalia che protegge i naviganti. Il 15 luglio 1625 le reliquie della Santa attraversano la città. A questo aspetto religioso-interiore si contrappone questo sdoppiamento lo dobbiamo a Giacomo Amato, l’architetto senatoriale che nel 1686, ideò e realizzò il primo carro: una grande aquila con in cima Santa Rosalia che, per la gioia del popolo, accoglieva una banda musicale.
Fabrizio Lupo, Forme e simboli dei carri trionfali dal 350° al 400° Festino, in ARTE E CULTO, ed. Kalòs per il Museo Riso, Palermo 2025.

Quattro secoli di devozione rosaliana
In occasione della donazione, si espongono nella sala delle Carrozze i modelli dei Carri Trionfali più significativi prodotti dal 1689 al 2023. Nei secoli i carri sono stati realizzati da artisti e artigiani, un tempo riuniti in corporazioni, che con devozione offrivano il loro lavoro. Alcuni sono prototipi, altri repliche postume. I modelli esposti ripercorrono quattro secoli di devozione rosaliana. Sono presenti una replica del primo carro ideato dall’architetto Amato e il carro “barocco” ideato dallo scenografo Luigi Marchione in stile cinematografico.
Ispirato alla barca del Rais dei tonnaroti di Favignana in veste povera, è il Carro “Muciara” di Jannis Kounellis, 383° Festino, anno 2007. Il prototipo realizzato dallo scenografo Lupo nel 2019, è stato realizzato all’interno del Carcere dell’Ucciardone dai detenuti, in collaborazione con il MUSAR dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: una partecipazione inclusiva di alto valore civico e di riscatto sociale. Successivamente restaurato ed esposto per due anni forzatamente a “Carro fermo” per via della pandemia.


La memoria dei Carri
Il 14 luglio, ogni anno, le maestranze si adoperano per mettere in moto la macchina, dal Carro agli spettacoli, fino agli attesissimi giochi di fuoco. Per qualche tempo il palermitano continua la “processione”, fotografandosi con il Carro sullo sfondo e dando il suo immancabile parere. L’anno dopo il Comune è pronto a fare un altro investimento: la regola è quella di stupire ogni anno, quindi bisogna reinventare sempre qualcosa che desti nuovamente meraviglia. Di cosa accada dei resti del Carro precedente nessuno si occupa, andando in giro per la città e nei magazzini, accade di imbattersi in residui di Carri ed altri apparati. Da qualche anno, però, il Comune di Palermo, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, ha dimostrato di voler valorizzare i carri passati, restaurandoli ed esponendoli nelle piazze cittadine.


I modelli dei Carri Trionfali al Museo Pitrè
Se vogliamo vedere la storia dei Carri è al Museo Pitrè che bisogna andare. Ed è questo il motivo che ci ha spinto a riunire i modelli nel luogo che ha conservato, grazie allo slancio iniziale di Pitrè, la memoria delle tradizioni del popolo siciliano e palermitano in particolare. Nelle collezioni del Museo Pitrè si trovano due storici modelli di Carro Trionfale: il primo fatto realizzare dallo stesso Pitrè dall’ingegner Bonomo e l’altro, acquisito in seguito, che raffigura il carro del trecentesimo Festino. A questi si sono aggiunti nel tempo modelli e statue dei Carri Trionfali dei Festini a partire dal 1994. I modelli dei Carri Trionfali oggi donati, sono già stati esposti a Villa Niscemi e al Museo Pitrè, recuperati e, ove necessario restaurati, grazie a un percorso virtuoso iniziato a Palazzo Bonocore per la mostra Artintavola, curata dall’architetto Ulderico Lepreri. Questa prima operazione di recupero e restauro, realizzata nel 2018, ha permesso per la prima volta di vedere dieci diversi modelli di Carro esposti insieme. L’operazione di recupero, per fortuna, non è finita lì: è stata
apprezzata dall’Amministrazione comunale, che ha voluto in affidamento a tempo determinato i modelli, esponendoli nelle magnifiche stanze di Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Sindaco di Palermo. In seguito sono state organizzate altre due mostre all’Oratorio Quaroni. Per dare una svolta a questo senso di perdita della memoria, da qualche anno in seno all’Accademia di Belle Arti, abbiamo cominciato a raccogliere informazioni e poi, pian piano, a fare i primi passi verso l’apertura di un museo Virtuale diffuso della Santa: il MUSAR, in cui conservare ciò che rimane dei Festini, dando la possibilità di far vivere ai visitatori le emozioni del 14 luglio in forma di memoria solida, un segno, quasi una preghiera che si concretizza nella possibilità di avere davanti agli occhi un percorso ragionato.


La donazione
Dal Musar nasce l’idea di questa donazione grazie alla quale si ritrovano per la prima volta riuniti venticinque modelli e quattro statue di varie epoche e tipologia. Nel dettaglio: otto modelli, in sagome dipinte, dal primo carro senatoriale sino a quelli di metà Ottocento; tre modelli della Parata Kounellis e nove prototipi di lavorazione dal 1995 al 2023; tre piccoli prototipi e infine i due Carri storici a “candelone” della collezione del Museo Pitrè, uno dei quali raffigura quello del 1896. Alla collezione dei modelli dei carri si affiancano tre statue degli ultimi Festini e un modello in argento della statua del 2019 donato dall’autore in questa occasione.

data pubblicazione: 30/09/2026

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